Bolaño è uno che scrive, a volte, che pensi quasi al paradiso come il Messico al tramonto (tramonto che si trasforma in notte, e poi ancora alba e ancora notte, unica alba-tramonto, duplice notte, ciclicamente, per sempre), e pensi di trovarlo lì, a bere mezcal e caffè latte, a fumare nel deserto (idiota, sbruffone, bellissimo), con i capelli scompigliati dal vento, lo sguardo di chi ha visto tutto, tornato solo per sorriderti in faccia, fumando, e sogni di correre lì e picchiarlo, combattere tutta la notte come giacobbe e l’angelo, e alla fine, stanchi, nell’alba ulteriore, prendergli la testa fra le mani, fra sangue e terra, piangendo, e chiedergli perchè, non è giusto, torna.

Originally published at aubreymcfato.com on August 21, 2012.

Digital librarian, former president of Wikimedia Italia. I work with books and metadata.

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