Libri e saggi per il 2020

Gli amici del Future Education Modena mi hanno chiesto una lista di libri da consigliare a degli adulti, su alcuni temi che loro trattano: digitale, ambiente, cibo, diversità. È venuta fuori la lista che vedete, orientata ad ultime uscite (più facili da trovare e regalare) e ad un pubblico generico: informato e curioso ma non esperto. Non li ho letti tutti, ma quelli che non ho letto li ha letti gente del cui giudizio mi fido. Non è perfetta, ma spero utile.

The Game di Alessandro Baricco

The Game Unplugged di Autori Vari

Nuova era oscura di James Bridle

Per capire il mondo, nel 2020, è impossibile prescindere dal capire i meccanismi della rete, oggi compagna inseparabile di quasi ogni persona sul pianeta. Sono usciti alcuni libri interessanti, recentemente, e li presento dal più ottimista al più critico.

The Game di Alessandro Baricco è un ottimo libro di divulgazione, soprattutto per persone meno esperte di digitale. The Game Unplugged è un po’ il proseguimento e il controcanto, con Baricco che lascia spazio a 12 giovani intellettuali per approfondimenti e visioni alternative su alcuni aspetti del game (ci sono anche io, eh). Infine, Nuova era oscura è un caleidoscopio inquietante ma piuttosto fedele dei modi più pericolosi in cui la rete stia alterando il nostro mondo, in senso fisico, cognitivo, economico.

La grande cecità di Amitav Gosh

La fine della fine della terra di Jonathan Franzen

Salvare il mondo prima di cena di Jonathan Safran Foer

Iperoggetti di Timothy Morton

Se niente importa di Jonathan Safran Foer

Il cambiamento climatico è certamente uno degli argomenti più importanti degli ultimi anni, ma forse quello a cui meno si presta attenzione dal punto di vista culturale. Propongo quindi alcuni libri di grandi scrittori che si cimentano per la prima volta con questo enorme elefante della storia umana, soprattutto occidentale. Un evento così grande e complesso, così difficile da pensare che il filosofo Timothy Morton lo chiama “iperoggetto”. Gosh, Franzen, Foer, in maniera diversa ma sempre potente, fronteggiano questa gigantesco oggetto fatto di paure, dubbie, timori per portarci un passo più avanti nell’affrontarlo.

Bonus: dieci anni prima di Salvare il mondo prima di cena, Safran Foer scosse le coscienze di milioni di lettori con Se niente importa, un libro molto intimo e sentito sulla sua scelta personale di non mangiare carne, come atto ecologista ma anche morale. Si sia d’accordo o meno, è un libro che non lascia indifferenti.

La nazione delle piante di Stefano Mancuso

La resilienza del bosco di Giorgio Vacchiano

Se esiste un luogo che simboleggia una speranza per l’umanità di fronte all’iperoggetto climate change, è sicuramente la foresta. Le foreste raffreddano l’atmosfera, conservano anidride carbonica nel suolo e nel legno, producono ossigeno.

Stefano Mancuso porta avanti da anni la battaglia per un riconoscimento delle piante come esseri più intelligenti di quello che crediamo, e il giovane ricercatore Giorgio Vacchiano ama raccontare le foreste e la loro importanza per noi e per il clima sui social, cercando di fare una fondamentale divulgazione scientifica ambientalista.

La frontiera di Alessandro Leogrande

Appunti per un naufragio di Davide Enia

Tra me e il mondo di Ta-Nehisi Coates

Tre libri per capire un nuovo mondo fatto di frontiere che sono mari capire ciò che ci appare solo falsamente diverso. La frontiera di Alessandro Leogrande è un libro di solo qualche anno fa, ma è ormai un piccolo classico: lo sguardo lucido ed empatico di Leogrande, giovane e apprezzato giornalista di Internazionale recentemente scomparso, già manca molto. Appunti per un naufragio è l’opera struggente da cui lo scrittore Davide Enia ha tratto L’abisso, spettacolo teatrale che miete successi e premi in tutt’Italia.

Tra me e il mondo è uno splendido libro di Ta-Nehisi Coates, grande intellettuale afro-americano che sull’onda dei grandi intellettuali afro-americani come James Baldwin racconta la propria vita, l’essere sempre stato guardato come “corpo nero” in mezzo ad altri “corpi bianchi” e come l’invenzione di questa separazione sia ancora una ferita aperta. In America ma non solo.

Inoltre, ho pensato anche a 3 “classici”, libri e fumetti usciti anche decenni fa, molto diversi fra loro, ma che tuttora parlano la stessa lingua di noi umanità del 2020.

Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons

Ci sono pochi fumetti (pochi libri, poche opere di finzione) a cui si possa applicare così inequivocabilmente l’epiteto di “capolavoro”.

Watchmen uscì a puntate nel 1986, e il mondo dei supereroi non è più stato lo stesso: c’è un prima ed un dopo. Recentemente è uscita una nuova serie per HBO, ma prima leggete l’originale, ne vale la pena.

Il sistema periodico di Primo Levi

Libro che anticipa di decenni l’ondata di autofiction che sta ancora battendo le librerie, prende un elemento chimico e lo usa come seme per scrivere una storia, ripescata dalla meravigliosa e tragica memoria dello scrittore. Bisogno riscoprirlo, Levi: autore pulito, lucido, sobrio, che ha visto il punto più nero del secolo ed ha avuto il coraggio di usare tutta la propria intelligenza e forza per raccontarlo. Leggere Levi è un’educazione alla ragione e al ragionamento, alla memoria, alla comprensione. Al perdono, forse.

La banalità del male di Hannah Arendt

Libro che come quello di Levi si confronta con temi giganteschi, e con altrettanta titanico sforzo di cuore e ragione non si lascia andare alle emozioni, ma cerca sempre di riflettere, senza perdere equilibrio né in un senso né nell’altro. La Arendt ha uno stile estremamente lucido e nitido, che rende il libro ancora modernissimo.

Digital librarian, former president of Wikimedia Italia. I work with books and metadata.

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